{"database": "judic", "table": "decisions", "rows": [["bge_100 IA 12", "bge", "CH", "6 febbraio 1974", "100 IA 12", null, "1974-02-06", null, "it", null, null, "Regeste\n Art. 87 OG. Die in Anwendung des Art. 145 ZGB ergangenen Entscheide sind Endentscheide im Sinne des Art. 87 OG und k\u00f6nnen als solche mit staatsrechtlicher Beschwerde wegen Verletzung des Art. 4 BV angefochten werden (Erw. 1). Art. 8 ZGB, 4 BV. Verteilung der Beweislast hinsichtlich negativer Tatsachen. Freie Beweisw\u00fcrdigung. Willk\u00fcr (Erw. 2-4).\n\n \nRegeste\n Art. 87 OJ. Les d\u00e9cisions prises en application de l'art. 145 CC sont des d\u00e9cisions finales au sens de l'art. 87 OJ et peuvent, comme telles, faire l'objet d'un recours de droit public pour violation de l'art. 4 Cst. (consid. 1). Art. 8 CC, 4 Cst. R\u00e9partition du fardeau de la preuve lorsqu'il s'agit de faits n\u00e9gatifs. Libre appr\u00e9ciation des preuves. Arbitraire (consid. 2-4).\n\n \nRegesto\n Art. 87 OG. Le decisioni rese in applicazione dell'art. 145 CC sono decisioni finali ai sensi dell'art. 87 OG e come tali impugnabili con ricorso di diritto pubblico (consid. 1). Art. 8 CC, 4 CF. Ripartizione dell'onere della prova in materia di fatti negativi. Libero apprezzamento delle prove. Arbitrio (consid. 2-4).", "<br/>\nRegeste\n<br/>Art. 87 OG. Die in Anwendung des Art. 145 ZGB ergangenen Entscheide sind Endentscheide im Sinne des Art. 87 OG und k\u00f6nnen als solche mit staatsrechtlicher Beschwerde wegen Verletzung des Art. 4 BV angefochten werden (Erw. 1). Art. 8 ZGB, 4 BV. Verteilung der Beweislast hinsichtlich negativer Tatsachen. Freie Beweisw\u00fcrdigung. Willk\u00fcr (Erw. 2-4).", "<br/>\nRegeste\n<br/>Art. 87 OJ. Les d\u00e9cisions prises en application de l'art. 145 CC sont des d\u00e9cisions finales au sens de l'art. 87 OJ et peuvent, comme telles, faire l'objet d'un recours de droit public pour violation de l'art. 4 Cst. (consid. 1). Art. 8 CC, 4 Cst. R\u00e9partition du fardeau de la preuve lorsqu'il s'agit de faits n\u00e9gatifs. Libre appr\u00e9ciation des preuves. Arbitraire (consid. 2-4).", "<br/>\nRegesto\n<br/>Art. 87 OG. Le decisioni rese in applicazione dell'art. 145 CC sono decisioni finali ai sensi dell'art. 87 OG e come tali impugnabili con ricorso di diritto pubblico (consid. 1). Art. 8 CC, 4 CF. Ripartizione dell'onere della prova in materia di fatti negativi. Libero apprezzamento delle prove. Arbitrio (consid. 2-4).", "Urteilskopf\n100 Ia 12\n3. Sentenza del 6 febbraio 1974 nella causa X contro X e Tribunale d'Appello del cantone Ticino.\nRegeste\nArt. 87 OG\n.\nDie in Anwendung des\nArt. 145 ZGB\nergangenen Entscheide sind Endentscheide im Sinne des\nArt. 87 OG\nund k\u00f6nnen als solche mit staatsrechtlicher Beschwerde wegen Verletzung des\nArt. 4 BV\nangefochten werden (Erw. 1).\nArt. 8 ZGB\n, 4 BV.\nVerteilung der Beweislast hinsichtlich negativer Tatsachen. Freie Beweisw\u00fcrdigung. Willk\u00fcr (Erw. 2-4).\nSachverhalt\nab Seite 13\nBGE 100 Ia 12 S. 13\nRiassunto dei fatti:\nNella causa di separazione e di divorzio vertente tra i coniugi X, il Pretore, in applicazione dell'art. 145 CC, stabiliva in Fr. 600.-- mensili, a cominciare dal 10 settembre 1969, la pensione alimentare dovuta dal marito alla moglie.\nSu ricorso della moglie, la Camera civile del Tribunale di Appello del cantone Ticino aumentava, con sentenza 17 novembre 1970, la pensione da Fr. 600.-- a Fr. 990.-- mensili, ritenendo che oltre che della pensione versata dal cantone di Zurigo al marito per avere questo esercitato funzioni pubbliche, dovesse tenersi conto in misura adeguata anche del reddito accessorio percepito per attivit\u00e0 peritali e consulenze tecniche. Risultava a tal proposito che nel 1969 il marito aveva emesso due fatture per complessivi Fr. 54 000. La Camera ne deduceva che il reddito accessorio potesse prudentemente valutarsi in Fr. 15 000 annui, gi\u00e0 contemplando con ci\u00f2 il possibile rallentamento dell'attivit\u00e0 di perito negli anni a venire e riservata comunque la facolt\u00e0 di chiedere una riduzione della pensione se l'attivit\u00e0 accessoria fosse venuta meno o si fosse notevolmente ridotta.\nCon istanza provvisionale del 15 marzo 1971, il marito chiedeva al Pretore la riduzione del contributo alimentare all'importo di Fr. 500.-- mensili, a far tempo dal 10 marzo 1971. Egli allegava che, nel corso del 1970, aveva percepito, per la sua attivit\u00e0 di perito, un solo compenso di Fr. 2100.--, che non aveva pi\u00f9 in corso alcun nuovo incarico e che poteva contare, per il futuro, soltanto sulla sua pensione e la rendita AVS, per un importo complessivo di Fr. 2080.-- mensili.\nIl 10 maggio 1971 il Pretore ammetteva parzialmente l'istanza, non ritenendo pi\u00f9 provato un reddito accessorio del marito; l'importo del contributo era quindi ricondotto a Fr. 600.-- al mese.\nNell'accogliere un ricorso presentato dalla moglie, la Camera annullava il 30 marzo 1972 la decisione del Pretore e respingeva l'istanza provvisionale del 15 marzo 1971.\nCon ricorso di diritto pubblico fondato sull'art. 4 CF, il marito impugna la sentenza della Corte cantonale, chiedendone l'annullamento e postulando la conferma della decisione del Pretore, in via subordinata il rinvio degli atti alla Camera per nuovo giudizio.\nBGE 100 Ia 12 S. 14\nErw\u00e4gungen\nConsiderando in diritto;\n1.\na) Di carattere sussidiario, il ricorso di diritto pubblico \u00e8 ammissible solo se la pretesa violazione del diritto non pu\u00f2 esser sottoposta, mediante azione o altro rimedio, al Tribunale federale o a un'altra autorit\u00e0 federale (art. 84 cpv. 2 OG). La decisione resa in applicazione dell'art. 145 CC non \u00e8 considerata, per costante giurisprudenza, una decisione finale a'sensi dell'\nart. 48 OG\n, e non \u00e8 quindi impugnabile con ricorso per riforma (RU 75 II 95 consid. 1;\n85 II 195\n;\n86 II 294\n; sentenza non pubblicata 26 gennaio 1971 tra le stesse parti).\nb) La giurisprudenza della Camera dell'art. 4 CF ha talora considerato siffatte decisioni, sotto il profilo dell'\nart. 87 OG\n, come decisioni finali (sentenza non pubblicata 12 marzo 1952 in re Dubach e riferimenti a parecchie sentenze dell'anno 1951, nello stesso senso, BIRCHMEIER, Bundesrechtspflege, p. 354); talaltra le ha considerate come decisioni incidentali comportanti un danno irreparabile (sentenze non pubblicate 6 dicembre 1961 in re Weissbeck; 5 dicembre 1962 in re Steiner; 5 ottobre 1966 in re Bertoli). La questione controversa \u00e8 stata esaurientemente riesaminata nella sentenza 7 maggio 1969 in re Badrutt, consid. 1. Il Tribunale federale \u00e8 giunto alla conclusione che simili decisioni, non solo comportano un danno irreparabile, ma, per la loro natura, non concernendo n\u00e8 una questione processuale, n\u00e8 pregiudicando una questione del merito della causa di divorzio, n\u00e8 essendo suscettibili di esser impugnate insieme alla sentenza di merito, devono considerarsi come decisioni finali a'sensi dell'\nart. 87 OG\n.\nIl ricorso di diritto pubblico \u00e8 quindi ricevibile; la contraria tesi dell'intimata \u00e8 erronea.\nc) Data la natura cassatoria del rimedio e il fatto che l'ultima istanza cantonale era munita di piena cognizione, le conclusioni del ricorrente che vanno oltre la domanda di annullamento della decisione dell'ultima istanza cantonale sono irricevibili (RU 95 I 114\n;\n96 I 14\n;\n96 I 2\nconsid. 1, 354 consid. 1, 429 consid. 1 e rif.).\n2.\nLa Camera civile ha motivato come segue il proprio giudizio:\nLa norma dell'art. 8 CC sulla ripartizione dell'onere della prova si applica, in linea di principio, anche alla prova di fatti negativi, ancorch\u00e8 il principio della buona fede\nBGE 100 Ia 12 S. 15\n(art. 2 CC) esiga che, data la difficolt\u00e0 della prova, la controparte sia tenuta a contribuire da parte sua al chiarimento della situazione di fatto. L'insuccesso completo della controprova pu\u00f2 esser soltanto valutato come un indizio dell'esattezza della affermazione fatta da colui a cui incombe per principio l'onere di fornire la prova del fatto negativo (RU 65 III 133;\n66 II 145\n).\nCi\u00f2 premesso, si deve concludere che il ricorrente ha fallito codesta prova. Non solo la sua ammissione di avere nell'anno 1970 incassato onorari per franchi 2100.-- dimostra che non v'\u00e8 stato un completo distacco suo dall'attivit\u00e0 peritale, ma egli non ha portato la dimostrazione di fatti nuovi tali da modificare le precedenti valutazioni del reddito accessorio: infatti, il raggiungimento del settantesimo anno d'et\u00e0 non comporta necessariamente una compromissione delle sue capacit\u00e0 fisiche ed intellettuali, n\u00e8 dell'attitudine a svolgere l'attivit\u00e0 accessoria; egli nemmeno pretende, d'altronde, che il suo stato di salute sia compromesso o che siano intervenuti fatti di intensit\u00e0 tale da rendere giustificata la cessazione o quasi di ogni attivit\u00e0 lavorativa. Egli non ha d'altronde contestato l'affermazione della moglie secondo cui possiede un'automobile, un appartamento a Vezia e uno Oltregottardo: tutti indizi di un tenore di vita superiore a quello che gli consentirebbero il solo reddito della pensione e dell'AVS.\n3.\nIl ricorrente impugna siccome arbitraria codesta motivazione. Egli fa valere in sostanza che, esasperando la portata della norma dell'art. 8 CC sulla ripartizione dell'onere della prova in materia di fatti negativi, la Camera ha arbitrariamente violato quella disposizione; d'altro canto, essa ha apprezzato in modo arbitrario le risultanze probatorie, non avendo conferito il giusto peso alle singole circostanze, ed avendone constatato altre in contrasto con gli atti.\n4.\nLe censure ricorsuali appaiono fondate.\na) Quanto l'impugnata sentenza espone, in linea di principio, circa la ripartizione dell'onere della prova sancita dall'art. 8 CC \u00e8 invero conforme a giurisprudenza e dottrina.\nIn costante giurisprudenza, infatti, il Tribunale federale ha ritenuto che la regola dell'art. 8 CC si applica, in linea di principio, anche quando oggetto della prova sono fatti negativi. Quest'esigenza \u00e8 tuttavia temperata, conformemente alle regole della buona fede, dall'obbligo imposto alla controparte di\nBGE 100 Ia 12 S. 16\ncontribuire, recando la prova del contrario, a chiarire la fattispecie (RU 65 III 137;\n66 II 147\n;\n74 IV 94\n;\n95 II 138\n;\n95 II 233\nconsid. 1). In dottrina poi, se si ammette che non \u00e8 conciliabile con l'art. 8 CC la regola generale \"negativa non sunt probanda\", viene distinto, a proposito della natura e della misura del contributo probatorio accollato alla controparte, a seconda che oggetto della prova siano fatti negativi determinati o indeterminati (KUMMER, ad art. 8 CC, n. 194-199). Per quest'ultima categoria di fatti negativi indefiniti, che sfuggono praticamente a qualsiasi prova, si riconosce che la soluzione concretamente ammissibile pu\u00f2 consistere nella inversione del-l'onere probatorio, che accolla alla controparte la prova del contrario attraverso fatti positivi, purch\u00e8 tale prova possa ragionevolmente esigersi da lei, e semprech\u00e8 il legislatore, nel ripartire l'onere della prova, non abbia volutamente tenuto conto della difficolt\u00e0 probatoria (cfr. RU 77 II 5/6; KUMMER, o.c. n.196 in fine; nello stesso senso, GULDENER, Beweisw\u00fcrdigung und Beweislast, p. 52/53).\nb) Ora, dopo aver giustamente rilevato che, in simili casi, \u00e8 doveroso richiedere alla controparte un contributo probatorio, ed aver aggiunto che l'insuccesso della controprova pu\u00f2 costituire un indizio della esattezza della contraria affermazione, la Camera civile ha omesso di considerare se e quale controprova potesse esigersi, secondo la buona fede, dall'odierna intimata. Ci si pu\u00f2 quindi chiedere se, gi\u00e0 sotto il profilo dell'applicazione degli\nart. 2 e 8\nCC, l'impugnata sentenza non cada nell'arbitrio. La questione pu\u00f2, come si vedr\u00e0 in seguito, restare indecisa.\nc) Anche se il principio del libero apprezzamento delle prove non ha reso superflue le disposizioni sulla ripartizione dell'onere probatorio quale l'art. 8 CC, esso ne ha indubbiamente attenuato la portata (KUMMER, 1.c. n. 24).\nCosi, in materia di ricorso per riforma e secondo una prassi costante (RU 81 II 124 e 155;\n90 II 217\nconsid. 3;\n95 II 233\nconsid. 1), la ripartizione dell'onere probatorio non pu\u00f2 esser criticata, quando l'apprezzamento delle prove ha permesso accertamenti di fatto positivi.\nNel campo del ricorso di diritto pubblico ci\u00f2 comporta che, se le critiche del ricorrente quo agli accertamenti di fatto sono fondate sotto il profilo dell'art. 4 CF, ed il Tribunale federale deve giungere alla conclusione che, in fatto, si imponeva una conclusione opposta a quella ritenuta dall'istanza cantonale,\nBGE 100 Ia 12 S. 17\nil problema della eventuale arbitraria ripartizione dell'onere probatorio pi\u00f9 non si pone, o quantomeno pu\u00f2 esser lasciato aperto.\nd) In materia di apprezzamento delle prove, il Tribunale federale si impone invero un riserbo particolare, poich\u00e8 ritiene che, in tal campo, le autorit\u00e0 cantonali debbono fruire di una grande libert\u00e0. La loro decisione a tal proposito non pu\u00f2 esser riveduta che se \u00e8 evidentemente falsa o si fonda su una svista manifesta (RU 83 I 9, costantemente confermata in seguito, 96 I 443): cio\u00e8 in caso di palese abuso del potere di apprezzamento.\nIn sostanza, la Camera civile ha ritenuto che, nel caso in esame, il ricorrente possa disporre, dal 10 marzo 1971 innanzi, di un reddito accessorio per attivit\u00e0 quale perito di Fr. 15 000.-- annui. Una simile conclusione appare insostenibile sulla scorta dei positivi accertamenti di fatto ed in base all'esperienza.\n\u00c8 positivamente accertato in causa che il ricorrente ha ormai passato il capo dei settant'anni; che egli \u00e8 al beneficio della pensione versatagli dal cantone di Zurigo dal compimento del sessantacinquesimo anno d'et\u00e0; che egli da anni ha lasciato Zurigo per stabilirsi nel Ticino, prima ad Arosio, e, dopo l'inizio della causa, a Vezia. Che egli sia in buona salute, contrariamente a quanto ritiene la Camera civile, non \u00e8 circostanza di particolare rilievo: sarebbe influente, se si potesse esigere dal ricorrente che, per garantire all'intimata un determinato livello d'esistenza, egli sfruttasse le residue capacit\u00e0 lavorative compiutamente. Come giustamente rileva il ricorrente, una simile esigenza non pu\u00f2 esser posta: il ricorrente ha il diritto, raggiunta l'et\u00e0 del pensionamento e la vecchiaia, di vivere in tranquilla quiescenza, dovesse ci\u00f2 anche comportare per lui e per la sua famiglia qualche restrizione. Negato, contrariamente a quanto sottintende l'impugnata sentenza, che possa esigersi dal ricorrente un'attivit\u00e0 lucrativa, deve anche imporsi la conclusione che una tale attivit\u00e0 fa dal 1971 concretamente difetto, o che comunque essa non garantisce certo un introito dell'ordine di Fr. 15 000.-- annui. \u00c8 vero che, nel 1969, il ricorrente risulta aver emesso, per due mandati ricevuti in precedenza, due fatture per un importo di Fr. 54 000.--. Ma nulla autorizza a ritenere che tali mandati saltuari e occasionali si ripetano: \u00e8 di meridiana evidenza che, data la natura dell'attivit\u00e0 (arbitro-perito), l'esistenza di attitudini non \u00e8 sufficiente a\nBGE 100 Ia 12 S. 18\ngarantire l'occupazione: ancora occorre vi sia chi abbia interesse ed occasione di affidare ad una persona anziana, e per di pi\u00f9 ormai lontana dal luogo dove ha svolto la sua carriera, incarichi del genere: il che, come l'esperienza insegna, \u00e8 affatto aleatorio per non dire escluso. La conclusione che un reddito accessorio di tale provenienza viene in tali casi improvvisamente a mancare, e non solo gradatamente si affievolisca, doveva per le cennate considerazioni imporsi all'autorit\u00e0 cantonale, a meno che concludenti indizi in contrario senso potessero esser ritenuti. Ora, non solo l'intimata non ha fornito n\u00e8 tentato alcuna positiva prova del contrario, ci\u00f2 che conferma nel convincimento della fondatezza dell'affermazione del ricorrente, ma le ulteriori adduzioni di fatto della Camera civile risultano sulla scorta degli atti palesemente inesatte. Il possesso di una normale vettura, non nuova, non \u00e8 indizio di particolare benessere economico. \u00c8 contraria agli atti \u00e8 la constatazione per cui il ricorrente non avrebbe contestato, in modo sufficientemente chiaro, le asserzioni dell'intimata circa il suo tenore di vita, ed in particolare circa il \"possesso\" di un appartamento a Vezia e di uno Oltregottardo: la contestazione \u00e8 avvenuta tanto davanti al Pretore quanto nella risposta all'appellazione.\nIn simili circostanze, la conclusione di fatto dell'istanza cantonale appare fondata su un esercizio abusivo del potere d'apprezzamento. L'impugnata sentenza viola quindi l'art. 4 CF e dev'essere annullata.", null, null, null, null, null, null, "https://search.bger.ch/ext/eurospider/live/de/php/clir/http/index.php?highlight_docid=atf%3A%2F%2F100-IA-12%3Ade&lang=de&zoom=&type=show_document", null, null, "[]", "2026-02-12T17:02:03.858719", null, null, null, null, "612ea37c90f85056600a4b03721b3a95c434dece405710730a97c2bdc5399151", 1, 14042, null, null, null, 0, null, null, null, "2026-10-16T01:54:25", "2026-11-03T02:54:08", 0, 0, null, null, null, null, null, null, null]], "columns": ["decision_id", "court", "canton", "chamber", "docket_number", "docket_number_2", "decision_date", "publication_date", "language", "title", "legal_area", "regeste", "abstract_de", "abstract_fr", "abstract_it", "full_text", "outcome", "decision_type", "judges", "clerks", "collection", "appeal_info", "source_url", "pdf_url", "bge_reference", "cited_decisions", "scraped_at", "external_id", "source", "source_id", "source_spider", "content_hash", "has_full_text", "text_length", "Sachgebiet", "Themen", "Liste_Neuheiten", "BGE_PublikationVorgesehen", "erledigung", "AnzahlRichter", "local_json_path", "imported_at", "last_seen_at", "from_delta", "from_judic_scraper", "judic_structured", "judic_scraped_at", "judic_raw_content", "raw_html_path", "Vorinstanz_Gericht", "Vorinstanz_Kammer", "Abteilung"], "primary_keys": ["decision_id"], "primary_key_values": ["bge_100 IA 12"], "units": {}, "query_ms": 0.4595993086695671}